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Mercoledì 05 Ottobre 2011

Il Cross-Training per i cavalli

Per variare e completare i programmi di allenamento, gli atleti si impegnano spesso in sessioni di esercizio che non sono specifiche per le loro discipline atletiche.
Per esempio, i corridori su lunghe distanze possono utilizzare una cyclette, una volta o due volte alla settimana, oppure nuotare, o "correre" in una piscina.

Questa pratica, denominata "cross-training," ha due obiettivi principali.
In primo luogo, esso fornisce condizionamento del sistema cardiovascolare (cuore e circolazione); in secondo luogo, riduce lo stress e il carico su quelle parti del corpo che sono sottoposte a forti sollecitazioni durante lo svolgimento della singola disciplina.

Questa pratica del cross-training può avere un posto nel mondo del cavallo?”.

È sulla base di questi presupposti e di questo interrogativo che in un esteso articolo comparso su “The Horse” nel 2001 Ray Geor* affronta il tema del corretto allenamento del cavallo sportivo e del possibile utilizzo di specifiche attività ed attrezzature. Il problema è rilevante non soltanto per ciò che concerne il miglioramento delle prestazioni, ma, e forse soprattutto, in relazione al fatto che certe metodologie variate di lavoro possono ridurre notevolmente il rischio di lesioni muscolo-scheletriche.

L’articolo procede con la valutazione di tecniche ed attrezzi utili allo scopo.

La giostra

“Il primo ed il più diffuso tra questi è la “giostra”; al di là delle descrizioni tecniche l’autore sottolinea due aspetti importanti: la necessità di variare la direzione ed il substrato di camminamento. Dice: “In generale, i cavalli devono essere esercitati per non più di 15 minuti in una sola direzione. Va detto inoltre che la superficie dovrebbe essere adeguatamente preparata. A mio parere materiali come una miscela di fibre di legno e gomma sminuzzata forniscono le basi migliori. Circa la loro utilità Geor afferma: “I deambulatori meccanici trovano utilizzo sia per le attività di warm-up e cool-down, così come per un training leggero di lunga durata.Queste macchine possono essere utilizzate anche per la riabilitazione degli atleti feriti, anche se la superficie liscia di un tapis roulant o di water-treadmill è preferibile nella maggior parte dei casi”.

L’utilizzo dei tapis roulant.

"L'uso di una pedana mobile per almeno una parte di un programma di condizionamento offre diversi vantaggi. Innanzitutto, il tapis roulant offre una superficie liscia e coerente. Molti modelli hanno anche ammortizzatori sotto la piastra fornendo quindi una superficie "ammorbidita". In particolare durante i mesi invernali, quando le superfici esterne sono fangose, congelate, o entrambi, questa superficie coerente può aiutare a prevenire le lesioni dei piedi da irregolarità”.

Anche in questo caso è opportuno sottolineare l’attenzione che viene posta alle caratteristiche delle superfici di appoggio; il trascurare questi dettagli può essere causa di traumi o disfunzioni e controindica l’utilizzo per cavalli in guarigione da lesioni muscolo-scheletriche.

Un altro vantaggio è la capacità di controllare l'intensità e la durata di una sessione di condizionamento. Il condizionamento può essere ulteriormente raffinato se si utilizza durante l'esercizio sul tapis roulant un misuratore della frequenza cardiaca (HR). Quando la frequenza è intorno ai 140-160 battiti al minuto (bpm), l'energia è fornita principalmente dal metabolismo aerobico; se si superano i 170 bpm aumenta notevolmente il metabolismo anaerobico. Pertanto, l'allenamento può essere personalizzato per potenziare il condizionamento aerobico o anaerobico”.Un buon lavoro di allenamento e condizionamento non dovrebbe prescindere da un buon monitoraggio. Il lavoro svolto è produttivo se raggiunge livelli di intensità sufficienti, ma può essere controproducente se eccessivo.

Considerata la scarsissima diffusione dell’utilizzo dei cardiofrequenzimetri (che quasi tutti gli atleti "umani" utilizzano, anche a livello amatoriale…), anche per cavalli ad alto livello di competizioni, ci dice quanto sia approssimativo, in generale, il lavoro di allenamento dei cavalli.

Variare il lavoro

Un altro aspetto rilevante è costituito dalla necessità di “variare” il lavoro; in proposito l’autore afferma: “In generale, l'allenamento su tapis roulant deve tentare di imitare il condizionamento a terra, con una combinazione di lavoro lento (allenamento aerobico), che rafforza lo scheletro e migliora la resistenza, e più veloce (formazione anaerobica) che condizioni il corpo ad alta velocità di esercizio”.

Salendo nella scala di livello tecnologico delle attrezzature si trova la Underwater Treadmill.
"La più recente aggiunta alla serie di attrezzature sportive a disposizione per i cavalli è il tapis roulant in acqua, comunemente chiamata aquatreds o aquacizers." Queste macchine, come dice il nome, sono una combinazione di tapis roulant e piscina. Una vasca in fibra di vetro o acciaio, simile per dimensioni ad un tapis roulant standard, è parzialmente riempita con acqua in modo tale che il cavallo è "sommerso" ad altezze variabili mentre si trova in piedi sulla pedana mobile… è stato inizialmente utilizzato in particolare per il lavoro di riabilitazione piuttosto che come uno strumento per il condizionamento primario; in effetti si hanno maggiori probabilità di vedere queste macchine nei centri di allenamento di grandi dimensioni o in strutture dedicate alla riabilitazione".

Il fatto che inizialmente sia stata utilizzata in prevalenza per scopi riabilitativi esprime il grado di sicurezza ed efficacia della macchina. "Come per il nuoto, l'obiettivo primario è quello di scaricare lo scheletro. La presenza dell’acqua, in effetti, riduce il peso del corpo per cui vi è meno sollecitazione sulle strutture portanti delle gambe-ossa, articolazioni, tendini e legamenti”. E quindi: “… i dati raccolti indicano che cavalli altrimenti impossibilitati ad esercitarsi sono in grado di lavorare in "water treadmill" senza compromissione del problema primario.

Ciò consentirà un più rapido ritorno alla piena attività una volta recuperata la normalità della parte lesa". In effetti, nella nostra esperienza, il risultato più eclatante è costituito da un ritorno all’attività molto più rapido, non solo per una guarigione accelerata, ma, soprattutto, per la possibilità di far mantenere al cavallo un alto livello di condizionamento muscolare e cardio-polmonare impensabile dopo mesi di immobilità.

Questo perché, come afferma l’autore: "è sostenibile che il passo sia l'andatura migliore per l'esercizio in aquatred, consentendo un potenziamento del sistema cardiovascolare e muscolare mantenendo gli arti in parziale scarico".

L’autore conclude sottolineando l’importanza dell’uso di queste tecniche come integrazione degli allenamenti specifici per ogni disciplina, quindi non come sostituti e ribadendo come essi trovino grande utilità nel ridurre il rischio di lesioni muscolo-scheletriche.


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